Dal parlato spontaneo al parlato pianificato

Dal parlato spontaneo al parlato pianificato

 
2012
 
3197
 
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  • Argomenti: Ascolto e parlato, oralità, Comprensione del testo, Italiano, Lessico, Linguistica, Storia, Storia della lingua, Teatro
  • Progetto: Educazione linguistica e letteraria in un’ottica plurilingue (Poseidon)
  • Grado scolastico: Primo biennio, Secondaria di I grado, Secondaria di II grado
  • Tipologia: Progetto
  • Condizioni d'uso: Copyright © Indire
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Dal parlato spontaneo al parlato pianificato

A cura di Cristina Lavinio

Questo percorso sul parlato nasce dalla necessità di guidare gli allievi ad un uso consapevole della lingua, sfruttandone tutti i possibili registri linguistici in base alle situazioni ed agli interlocutori.

Vari sondaggi e servizi giornalistici hanno messo in luce l’impoverimento del lessico e l’incapacità dei giovani, ma non solo, di cogliere le sfumature che una lingua ricca come l’italiano può offrire. Le nuove generazioni usano quotidianamente un numero limitato di termini, spesso ripetitivi e non appropriati al contesto situazionale; si è perso il gusto dell’etimologia e non ci si chiede mai quale possa essere l’origine di un vocabolo, disconoscendo che buona parte del nostro lessico ha radici antichissime, profondamente ancorate al patrimonio classico, o ha accolto apporti dalle varie lingue e culture con cui l’italiano è entrato in contatto nel corso del tempo.

Inoltre, si è notata, altrettanto spesso, una certa difficoltà a parlare in pubblico, proprio per il disagio che molti provano nell’esprimere di fronte ad una platea eterogenea le proprie idee e, qualora ci si esponga nel presentare l’opinione personale, si rischia frequentemente di parlare in modo sgrammaticato, con ripetizioni e usi gergali, finendo per non spiegare chiaramente quanto si vuol sostenere. Risulta difficile anche saper armonizzare la veste linguistica del discorso al background culturale degli interlocutori e al contesto comunicativo, perché si è spesso carenti di quella competenza sociolinguistica che regola e differenzia le relazioni interpersonali.

Consapevoli che compito della scuola sia anche preparare le nuove generazioni ad inserirsi in un mondo adulto con “tutte le carte in regola”, si è ritenuto opportuno affrontare i problemi legati agli usi situazionalmente differenziati della lingua e guidare gli allievi in un percorso di crescita, per così dire, “emotivo-linguistico” attraverso una tecnica propria del mondo teatrale, con giochi di ruolo che inducono l’allievo a vestire i panni dell’attore e a calarsi in realtà lontane dalla sua quotidianità, assumendo di volta in volta abiti diversi e quindi adoperando la lingua nelle sue differenti varietà sociali e situazionali (stili, registri, gerghi specifici, ecc.).

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